Lituania (nome ufficiale Lietuvos Respublika, Repubblica della Lituania), stato dell'Europa nordorientale. È delimitato a nord dalla Lettonia, a est e a sud dalla Bielorussia, a sud-est dalla Polonia e dall'enclave russa di Kaliningrad, a ovest dal mar Baltico. Già membro dell'Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS), ottenne l’indipendenza nel 1991. Lituania, Lettonia ed Estonia formano le Repubbliche baltiche. Il paese ha una superficie complessiva di 65.300 km² e un’estensione costiera di 99 km. La capitale è Vilnius.

Tra i tanti corsi d’acqua che attraversano la Lituania, il maggiore è il Neman (Nemunas), che scorre per 477 km nell’area sudoccidentale. Molto importante per la navigazione e la produzione di energia idroelettrica, ha tra i principali affluenti il Neris, lo Šventoji, il Nevežis, il Dubysa, lo Šešupe. Altri fiumi, che tributano direttamente al mar Baltico, sono, a nord, il Muša e la Venta.

La metà meridionale dell’area costiera è caratterizzata dalla presenza dell’ampia laguna di Kuršių marios o di Curlandia (1.619 km²), allo sbocco del fiume Neman. La laguna, condivisa con l’enclave di Kaliningrad, è separata dal mar Baltico da uno spesso cordone sabbioso (della larghezza massima di circa 4 km e della lunghezza di 96 km), denominato, in territorio lituano, Neringa. Il Parco nazionale Neringa, fondato nel 1991, tutela un ambiente lacustre e marino unico nel suo genere, in cui alle fitte pinete originarie si alternano zone sabbiose di dune litoranee.

La Lituania ha una popolazione di 3.584.836 abitanti (2004), con una densità media di 55 persone per km². La popolazione è ad ampia maggioranza lituana (80,6%). Grande è stato il rientro di lituani in patria dopo la dissoluzione dell’URSS nel 1991. Tra le minoranze si annoverano russi (8,7%), polacchi (7%), bielorussi (1,6%), ucraini (1%) ed ebrei

Lingua lituana parlata dalla maggioranza della popolazione della Lituania. Con l'antico prussiano e la lingua lettone costituisce il gruppo delle lingue baltiche, una delle suddivisioni della famiglia delle lingue indoeuropee. La lingua lituana è considerata notevolmente pura, in quanto conserva molte peculiarità arcaiche indoeuropee.

 

La Lituania è suddivisa in dieci contee (apskritys): Alytus, Kaunas, Klaipėda, Marijampole, Panevežys, Šiauliai, Taurage, Telsiai, Utena e Vilnius; e in 60 municipalità.

ORDINAMENTO DELLO STATO

Indipendente dall’Unione Sovietica dal 1991, la Lituania è, in base alla Costituzione adottata il 25 ottobre 1992, una repubblica parlamentare. Non fa parte della Comunità di stati indipendenti (CSI).

Potere esecutivo

Il presidente della Repubblica, eletto a suffragio universale per cinque anni, è rieleggibile una sola volta; egli nomina il primo ministro e, su indicazione di questi, un gabinetto (Consiglio dei ministri).

Potere legislativo

Il potere legislativo è affidato a un Parlamento unicamerale (Seimas) composto da 141 membri eletti a suffragio universale con un mandato di quattro anni. Hanno diritto al voto tutti i cittadini al di sopra dei 18 anni di età.

Potere giudiziario

Il sistema giudiziario prevede una Corte Suprema e una Corte d’Appello; per entrambe, i giudici sono nominati dal Parlamento. La pena di morte è stata abolita nel 1998.

 

STORIA

Alcune fonti fanno risalire il primo popolamento della regione al 2500 a.C., altre al I secolo ca. d.C.; ma il popolo lituano viene menzionato per la prima volta nel 1009 da un manoscritto prussiano, la Cronaca di Quedlinburgo.

L'impero jagellone

A lungo contesa tra la Prussia e la Russia, la Lituania ebbe la funzione di stato-cuscinetto tra la Germania e l'impero dei mongoli e dei tatari e fu più volte soggetta a invasioni e conquiste di altre popolazioni. Agli albori del Medioevo i lituani si unirono per formare una federazione e costituirono il nucleo di quello che nel 1251 diventò il regno di Lituania. Organizzati in questa federazione, i lituani riuscirono nel XIII secolo a fronteggiare gli attacchi dei cavalieri teutonici, che cercavano di espandere i propri domini, e a sconfiggerli nel 1260.
Nel secolo successivo la dinastia dei granduchi Jagelloni conquistò la Lituania e fondò l'impero lituano, che comprendeva i territori dal Baltico al Mar Nero. In seguito il principe Gedymin conquistò e annesse all'impero la Bielorussia e l'Ucraina occidentale e il granduca Olgierd riuscì a espandere i propri possedimenti fino a comprendere territori tra l'Ucraina e il Mar Nero. Nel 1377 salì al trono Ladislao Jagellone, che nel 1386 sposò Edvige D'Angiò, erede al trono polacco, e, dopo essersi convertito al cristianesimo, fu incoronato re di Polonia con il nome di Ladislao II. Ladislao II con l’aiuto decisivo del cugino Vytautas (Vitoldo), da lui stesso investito del titolo di granduca di Lituania, riuscì a sconfiggere definitivamente i cavalieri teutonici nel 1410.

Nel 1447 la Lituania, governata da Casimiro IV, figlio di Ladislao II, si alleò con la Polonia e, dal 1501, i due paesi furono governati da un unico sovrano. Nel 1569 la Polonia e la Lituania decisero di avere una legislatura comune e di rendere elettiva la carica di re. L'unione politica, voluta soprattutto per fronteggiare il pericolo di una conquista territoriale da parte della Russia, non riuscì però a difendere il territorio lituano che, dopo le spartizioni della Polonia tra Russia, Austria e Prussia (1772, 1793, 1795), entrò a far parte quasi interamente dei possedimenti della Russia, con l'eccezione di una piccola regione assegnata alla Prussia. Nonostante le ripetute insurrezioni nazionaliste (1812, 1831, 1863, 1905) i lituani vennero completamente assoggettati dai russi.

La breve indipendenza

Occupata dalle truppe tedesche durante la prima guerra mondiale, la Lituania riuscì alla fine del conflitto a proclamare la propria indipendenza, riconosciuta dal trattato di Versailles nel 1919. Nell'agosto 1922 l'Assemblea costituente lituana promulgò la nuova Costituzione e proclamò la repubblica. Nei due anni successivi il clima di tensione creato dagli scontri tra conservatori e liberali culminò nel colpo di stato del 17 dicembre 1926, capeggiato dal conservatore Antanas Smetona. Espulsi dal Parlamento i rappresentanti della sinistra e dei liberali, il Parlamento proclamò Smetona presidente e premier Augustinas Voldemaras.

Con l'ascesa al potere di Adolf Hitler, divennero sempre più esacerbate le relazioni tra Germania e Lituania per il possesso della città di Memel (ora Klaipeda) e allo scoppio della seconda guerra mondiale, dopo la divisione del territorio della Polonia tra Germania e URSS, la Lituania preferì allearsi con l'Unione Sovietica, stipulando nell'ottobre 1939 un trattato di mutua assistenza. Nel giugno successivo un governo favorevole ai sovietici assunse il potere in Lituania e, poco dopo, il Partito comunista popolare del lavoro, unico partito ammesso, condusse una campagna politica per l'annessione all'URSS.

L'annessione all'URSS

La Lituania venne annessa all'Unione Sovietica nel 1940. Immediate furono le reazioni della popolazione lituana, che si ribellò ai sovietici; contemporaneamente l'invasione tedesca dell'URSS (22 giugno 1941) costrinse le forze sovietiche, impossibilitate a combattere su più fronti, ad abbandonare il paese occupato dalla Germania, che soffocò nel sangue ogni tentativo di resistenza nazionale.

Nuovamente occupata dai sovietici nell'estate del 1944, la Lituania divenne una delle repubbliche dell'URSS e fu sottoposta a un durissimo regime, che deportò nei campi di lavoro siberiani circa 350.000 lituani accusati di attività antisovietiche, impedì alla popolazione di professare la religione e di possedere icone sacre e, nel 1949, chiuse al culto numerose chiese, perseguitando e deportando i sacerdoti.

La rinnovata indipendenza

Alla fine degli anni Ottanta i mutamenti della situazione politica in Europa orientale e in Unione Sovietica fecero rinascere i movimenti nazionalisti. Nel febbraio 1990 furono indette elezioni multipartitiche e l'11 marzo 1990 la Lituania si dichiarò indipendente, nonostante il blocco economico, le pressioni politiche e l'intervento di truppe sovietiche per impedirne l'uscita dall'URSS. Il riconoscimento dell'indipendenza di Lituania, Estonia e Lettonia avvenne solo il 6 settembre del 1991, pochi mesi prima che l'Unione Sovietica cessasse di esistere ufficialmente; alla fine dello stesso mese le tre Repubbliche baltiche furono ammesse come stati membri dalle Nazioni Unite.

Subito dopo l'indipendenza, la coalizione antisovietica Sajudis, vincitrice delle elezioni del febbraio 1990, non riuscì ad arginare la difficile crisi economica seguita alla fine delle relazioni commerciali con le repubbliche sovietiche, favorendo l’affermazione del Partito democratico del lavoro (formato dagli ex comunisti) sia nelle elezioni legislative del 1992, sia in quelle presidenziali dell’anno successivo, che videro la vittoria di Algirdas Brazauskas. Nel 1995 il paese siglò l'accordo di associazione all'Unione Europea.

Dal 1° maggio 2004 la Lituania fa parte dell’Unione Europea e del NATO .